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Lasslo Veda

Il silenzio ha ancora un valore?

febbraio 26th, 2010

Quando pensiamo al silenzio, vengono in mente tantissime cose. Si può pensare al senso di morte, alla solitudine, al dolore, al piacere dell’ascolto del nulla,  all’avvicinamento a un Dio. E’ con il silenzio, la meditazione che i grandi uomini hanno partorito i più grandi pensieri; o più semplicemente,  questo è nell’immaginario collettivo.

Molti hanno affrontato il tema in parola: storici, filosofi studiosi, psicologi e poeti. Uno dei poeti che ha dedicato tanto alla meditazione e al pensiero dell’assoluto, è stato Pascoli. Ad esempio, Lui  che è stato un poeta simbolista, è riuscito a cogliere uno dei significati più profondi della meditazione e dell’ascolto della natura. Riusciva proprio a trovare estasi, aspirazione nel suono della pioggia, del vento tra gli alberi, nell’ala di un bianco gabbiano e nell’immobilità di un vuoto e desolante campo di maggese. Oltre le proprie esperienze, la tragicità di una infanzia sicuramente triste e sfortunata per via della perdita di persone a Pascoli molto care, si dovrebbe cogliere la sua voglia di silenzio e di meditazione collocandola all’interno del quotidiano di tutti. Fermarsi, ogni tanto, ad ascoltare il suono del vento, a guardare un filo d’erba, può rasserenare qualsiasi animo. Semplicemente Guardare la natura, può essere di sostegno in tanti casi di “stanchezza morale”.

Certo, Pascoli non avrebbe mai immaginato che, evolvendosi, l’uomo avrebbe ridotto tutto quello per cui lui ha dedicato la vita, in nulla. Chi si ferma più a meditare? Chi ha il coraggio di fermarsi a pensare?

Il Silenzio, non trova più alcuna collocazione – per quanto l’abbia avuta e in modo davvero imponente, in tante culture del passato .

Forse è più facile lasciarsi andare al tram tram del rumore del traffico e di un telegiornale fatto male, che fermarsi a pensare.  Soprattutto nei giovani riscopriamo questa fragilità. Il condizionamento dei fattori disturbanti influenza di molto i pensieri della gente e dei giovani.  Ma è anche vero  – e questo è un tema particolarmente delicato – che il frastuono è di aiuto a chi vuole potere o che è già su una delle poltrone di comando della società. Se c’è tanto frastuono, non viene data importanza alle cose davvero importanti. Il concetto è logico: se in una ipotetica stanza vi sono cento persone, novanta di queste fanno chiasso in modo fastidiosi e ripetitivo, chi si accorgerebbe di un bambino che piange? Chi darebbe ascolto a qualcuno, che, magari, ha qualcosa di intelligente da dire? Questa domanda è importante. Lo è anche  perché alla risposta è annesso il concetto secondo cui chi guida le masse caotiche, avrebbe sicuramente meno difficoltà ad imporre condizioni sfavorevoli per gli altri. La scusa sarebbe quella di gestire il disordine con ottemperanza e vigore, senza tener  conto della possibilità che il vigore e la severità potrebbero essere dannose ad alcune, o peggio, non servirebbero a nulla. Il frastuonon è amico del Potere, va a letto con il Potere, ci va a cena.

Il concetto appena esposto, riferendoci al disordine in una stanza, se espanso ad una grande comunità come uno Stato, assume carattere catastrofico. Forse, quello in cui ci troviamo, i problemi che abbiamo, sono da attribuire al fatto che il Silenzio non ha più collocazione e importanza. Sarebbe fantastico se, di sera, quando la famiglia si riunisce ci si mettesse a parlare di ciò che è successo durante la giornata, o che si cenasse senza la Tivù accesa. Siamo ormai così abituati al chiasso che, se si provasse a spegnere la Tivù mentre si sta cenando, tutti rimarrebbero a disagio. Qualcuno chiederebbe di riaccenderla, e non serve essere uno psicologo per capire che, ormai, lo stare in silenzio, non solo ha poca importanza ma mette addirittura a disagio. D’altronde, non è corretto dire che si dovrebbe ritornare a fare silenzio e a meditare maggiormente perché fa bene, perché è meglio, perché serve ecc. Se il Silenzio è riflessione, la maggior garanzia che si continui a riflettere, è che gli altri non lo facciano. Altrimenti, chi riflette sul “chiasso”, non avrà a che pensare.

Lorenzo Sinisi

Niente più sexy per Iphone

febbraio 24th, 2010

REPUBBLICA – L’ultimo capitolo della guerra tra Apple e le applicazioni “sexy” è iniziata giovedì, quando l’azienda di Steve Jobs ha iniziato a rimuovere una serie di programmi dal suo store, nonostante fossero già stati approvati in passato e, in certi casi, fossero disponibili per il download da oltre un anno. Motivo della rimozione sono le nuove linee guida che prevedono l’epurazione di tutte le applicazioni con contenuti sessualmente espliciti e che vanno a rafforzare le precedenti disposizioni che già vietavano qualsiasi “scena di nudo” sui programmi per iPhone. A fare le spese di questa decisione anche software famosi come Wobble iBoobs, scaricato un milione di volte, che forniva un semplice tool per animare parti di una immagine.

Insomma, su Iphone – almeno per quanto concerne le applicazioni  dell’Appstore- niente più Nudo. Proprio ieri guardavo un discorso di Steve  Jobs ad una platea immensa di giovani laureandi. Parlava di morte e di come il  pensiero per la succitata possa rivelarsi utile per non cadere nelle grinfie dei  peggiori vizi umani, dei peggiori desideri: denaro, donne, potere ect.

Steve J. Sembra è un uomo dalle spalle larghe,  un gran comunicatore. Credo che non sia necessario esprimere pareri sulla decisione in parola, riguardo l’Iphone. Credo che la decisione di eliminare i contenuti sessualmente espliciti sia un modo per dare Completa serietà all’azienda. Eliminare ogni piccola devianza per evitare che l’Apple Virtuale (tutto ciò che gira intorno il mondo apple: applicazioni, giochi, siti web) diventi, per l’opinione pubblica, un gran pollaio.

Sono Nativi Digitali

febbraio 22nd, 2010

Ebbene sì. Io sono un nativo digitale. Nulla a che vedere con i Nativi americani spesso chiamati  in modo più o meno consono Indiani d’AmericaPellerossaAmerindiAmerindianiPrime NazioniAborigeni americaniIndios.

Il nativo digitale sarà in estinzione tra 100 anni. Ma vi chiederete perchè, ecco che ve lo spiego. Per Nativo D. si intende ogni individuo nato dall’ideazione della internet mondiale fino al 1995. Il suo nome è dovuto al fatto che è stato uno il primo ad utilizzare internet con svantaggi e vantaggi connessi. Spesso di etichetta la Rete come la più grande evoluzione dell’Uomo, adesso l’”etichetta” sta diventando ideologia, affermazione, realtà indiscutibile, dato oggettivo.

Io sono un Nativo, non sono esportato, non sono importato, navigo restando fermo sulla mia poltrona, guardo il mondo da una sola finestra. Riesco a vederlo tutto da quì. Tanti mi danno tanto, sempre restando fermi sulle loro poltrone. Anche loro sono Nativi Digitali. La denominazione in parola è stata dettata alle masse dalla rivista Wired.

Dicevo che ci estingueremo tra cent’anni. Non dico una sciocchezza. Il ragionamento è semplice: se noi siamo nativi digitali per essere stati i primi ad utilizzare internet, nessun’altro potrà essere chiamato tale. Proprio per questo motivo, la razza dei nativi digitali, sarà estinta quando l’ultimo nativo sarà defunto. Ma quasi sicuramente, quel nativo, non sarà preso in considerazione e morirà nel completo silenzio. L’indifferenza sarà padrona.

Inizia una nuova settimana.

febbraio 22nd, 2010

Ho visto il Festival di Sanremo, credo fosse condotto da un orso strano. Biondo. L’orso in parola era forzato nei movimenti, costretto ad indossare imbracature tipiche degli umani. Sciatto nella camminata, dava adito a pensieri flatulenti e malvoluti da gran parte dei telespettatori.

Nel bel mezzo della serata un certo Nino D’Angelo, accompagnato da un’avvenente e prosperosa donna, ha mostrato le proprie capacità canore. E’ stato subito eliminato. Non si capiva cosa intonasse. La critica l’ha preso di mira, lui ha preso di mira il mancato erede al trono d’Italia; emanuelè filiberò di savoiardi.

Emanuele, Pupo e il Tenore. Già il nome pupo stimola sorrisi, figuriamoci quando ha cantato. E figuriamoci quando ha cantato con Emanuele il savoiardo. La critica è oggettiva, anche l’orchesta non ha resistito alla pulsione ed ha deciso di lanciare gli spartiti contro gli improvvisati cantanti. Che dire allora? Siamo in Italia!

Speriamo di rimetterci in assenza del Festival della similmusica.

Penso a quanto sia giusto eliminare Morgan dal Festival e far partecipare il “principe” che non è un cantante? E’ un ballerino. Nessuno sa cosa sia. Si accinge ad interpretare ogni loco dell’arte. Ma l’arte non lo vuole. L’arte lo ignora e si discosta dalla sua insistenza di scioglierla in una nebbia fumosa.

Lasciate la musica a Morgan. Lasciate i mantenuti al Principe.

Non crediate sia facile gestire un social network. Se ve lo dico io che (ad oggi) ho solo 176 iscritt… dovete pensarci seriamente.

Ciao Lasslo!!

febbraio 16th, 2010

Ebbene, sebbene anzitutto. Bhum! Eccomi. Apro questo blog con il tema wordpress che plagia spudoratamente il blocco note del mio iPhone. Seguendomi non leggerete altro che tutto quello che penso. Può essere riferito al Grande Fratello, a Stefano Benni, Tiziano Terzani, Battisti, ProfiloBlogger e tutto quello che può passare per la forviante mente di un giovane 19enne proveniente dalla calda e sorridente Terronia.

Tema realizzato da Lasslo Veda.
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